Il quartetto, si è cimentato nell’esecuzione del brano “Toc Poc” di crescente intensità, a tratti giocoso, ma impetuoso e avvolgente, invocando quello stato di silenzio, quiete e tranquillità, dando voce a sensazioni che giungono dirette all'orecchio dell'astante con un rituale di gesti corpo-strumento che si fa un tutt'uno nella sua plasticità rievocando così inconsapevolmente la movenza di riti ancestrali da sempre attuati dall'uomo per esprimere la forza e il movimento dell'anima.
Il tutto è stato frutto della volontà ispiratrice del compositore/clarinettista Mattaliano che ha curato nei minimi dettagli la realizzazione del progetto che ancora prosegue e persegue nella ricerca; dalla scenografia naturale del Luogo per l'appunto, alla movenza scenica ed espressiva del quartetto al trucco.
Il concerto - una produzione sponsorizzata dall'etichetta JazzLiveImprovisation che ha pubblicato di recente il CD “voci del dove” con musiche dello stesso Mattaliano - prevede un intreccio di fiati e corde con un gruppo di straordinari musicisti con esperienze internazionali che raccontano attraverso il loro suadente sound e con movimenti scenici la nuova musica.

Dopo aver partecipato di recente a numerosissimi spettacoli di successo andati in scena nei maggiori teatri italiani accanto della cantante-attrice Tosca e di Massimo Venturiello, Mattaliano realizza con alcuni giovani e talentati musicisti (Davide Mazzamuto, violino; Gigi Cristiano, chitarre; Antonino Anzelmo, clarinetto basso) un gruppo denominato “Ensemble Internazionale CompositorInterpreti” per dedicarsi alla nuova musica strumentale cercando di cogliere ciò che di poetico il suono ha nella sua essenza, l'idea del nuovo.
La nuova musica ha sempre cercato di raccontare in ogni epoca l'espressione di ogni luogo, di ogni essere umano tendente all'arte...”La mia musica - dice Giovanni Mattaliano - abbandona la sintesi per dedicarsi ai particolari movimenti sonori di ogni luogo, sviluppando nuove mete e nuove idee, la cultura metafisica ha ancora tanto da sondare in una modernità che continua ad affascinare molti abitanti, artisti e non, della nostra epoca”.
Milena Geloso